5 consigli da Savadori per la guida in pista

Se buon sangue non mente, il DNA delle nostre Aprilia, dalla prima all’ultima, è stato geneticamente modificato da 54 titoli mondiali nelle corse a due ruote, la maggior parte dei quali conquistati sull’asfalto, tra i cordoli di quel magico mondo chiamato pista. Un parco giochi dove possiamo esprimere tutto il potenziale delle nostre moto in sicurezza, migliorare le nostre capacità di guida, e, qualcuno di noi, partecipare anche a qualche gara, pensando a una carriera da piloti. 

Insomma, che sia per semplice divertimento o per qualcosa di un po’ più serio, la pista a noi di #bearacer club piace più che a tutti gli altri; amiamo lasciarci sedurre da lei ogni volta che possiamo, con un misto di eccitazione e rispetto, e la consapevolezza che per affrontarla in sicurezza oltre all’istinto serve un po’ di tecnica, e i suggerimenti della persona giusta… 
Noi pensiamo di conoscerla: che ne dite di Lorenzo Savadori, pilota del Milwaukee Aprilia WorldSBK Team? 

Siamo andati da lui a farci dare qualche buon “consiglio da pit lane”, utile sia per chi ha già una buona confidenza con i cordoli, sia per chi invece è alle prime armi. 

1. Prepararsi psicologicamente
«Sono tante le cose che ti frullano in testa prima di entrare in pista, specialmente se è la prima volta o se non hai molta esperienza. Mi ricordo molto bene la mia prima volta in un grande circuito, ero a Valencia su una 70 cc, riuscivo a pensare solo “cavolo quanto è larga, sembra un’autostrada!”. Correvo già da quando avevo 7 anni con le minimoto, quindi ero abituato alla dinamica di una competizione, ma una delle paure più comuni è come comportarsi verso gli altri pilotiche condividono la pista con noi, soprattutto se sono più veloci.  
Il mio consiglio? Pensare alle proprie traiettorie, al proprio passo, concentrarsi su sé stessi e non sugli altri: un pilota più veloce sa come e quando superarti, quindi niente paura. 

Il passo successivo è confrontarci con chi ha più esperienza osservare come si comporta in pista. Questo è il bello del nostro mondo, la passione che unisce e ci fa diventare amici in un attimo… certo, a meno che tu non debba soffiargli il posto sotto la bandiera a scacchi 😀 »  

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2. Prepararsi fisicamente
«Molti pensano che l’allenamento sia una prerogativa dei professionisti, ma un corpo tonico è il primo nostro strumento per guidare in sicurezza divertendosi, senza stancarsi e correre rischi inutili. 
Un buon lavoro di cardio, come corsette e giro in bicicletta sono la base per chiunque. Non bisogna invece esagerare con i pesi, la moto non va guidata di forza e bisogna mantenere una buona elasticità. 

Ma soprattutto: bere tanto! Moltissimi sottovalutano l’alto rischio di disidratazione che la guida in pista con tuta e casco comporta, soprattutto se fa molto caldo. Idratarsi spesso, aiuta a restare molto più lucidi, e quindi a migliorare il controllo. 

Infine, saper leggere il proprio stato psicofisico è importantissimo: se non siamo in gara, quando cominciamo a sentire la stanchezza la strada è una sola, quella verso i box, anche se abbiamo strappato un gran tempo e ci frulla in testa quella vocina che dice “fai un altro giro!”.»  

3. Sfruttare al meglio la nostra Aprilia
«Una moto usata in pista deve sempre essere curata come e più di una stradale. Manutenzione regolare e revisione attenta dopo ogni uscita, e se vogliamo investire qualcosa per migliorarne le performance, prima di pensare ai cavalli è meglio occuparsi della ciclistica. Se pensiamo che ne ha bisogno, rivolgiamoci a un esperto per fare un upgrade o una taratura personalizzata delle sospensioni. Possiamo essere veloci finché vogliamo, ma senza una ciclistica a punto non otterremo mai il vero controllo e tutto il divertimento che la nostre Aprilia può offrirci. 

Visto che tanti di noi guidano la RSV4, sappiate che io non monto solo quella del Team Milwaukee, ma uso regolarmente una RSV4 RF stradale, l’ultima volta in occasione degli Aprilia Racers Days, con tanto di specchietti e cavalletto. È una moto facile e intuitiva, con un pacchetto elettronico efficientissimo che aiuta davvero molto, certo non bisogna abusarne, ma io stesso sono il primo a usarli, fanno parte del motociclismo e volerli escludere significa ancora una volta non saper sfruttare a pieno la moto che abbiamo tra le mani. 

Ho anche un personale trucchetto per chi guida una RSV4 in pista: stare un po’ sotto a al 100% di ciò che pensiamo di poter spremere dalla moto. Ecco diciamo che a un 95% secondo me vai più forte: la moto risponde meglio, in modo più composto e prevedibile, e i tempi sul giro alla fine confermeranno. Provateci!»  

4. Migliorare la nostra tecnica di guida in pista (divertendosi)
«La prima regola, a qualunque livello, è non strafare: conoscere i propri limiti e restare al loro interno. Esagerare non paga mai. 
Ci sono molte riding school che offrono corsi in pista e io consiglio sempre di seguirli, per dirne una? L’Aprilia Riding Academy nel programma degli Aprilia Racer Days! 

In ogni caso il modo migliore per vedere progressi nella propria guida è concentrarsi sulle linee e sulle traiettorie. Si vedono spesso piloti amatori passare molto tempo piegati, cercando ossessivamente il ginocchio: è sicuramente divertente ma si rischia di più e si perde tempo. Per migliorare le proprie performance, soprattutto con moto di grossa cilindrata, bisogna sfruttare maggiormente l’uscita di curva piuttosto che la percorrenza. 

L’obiettivo è sempre uno: cercare quella sensazione di essere tutt’uno con la moto, che ti fa esprimere al massimo e andare forte. Libidine pura, difficilissima da trovare. Quando la raggiungi è il top.»  

5. Pensare alle competizioni
«Si parla tanto della “stoffa del pilota”, ma per me la base di tutto è il divertimento. Io amo andare in moto, magari non si vede, ma sotto il mio casco c’è sempre un sorriso.  
Quella di correre in moto per lavoro è una scelta difficile, ma se alla base ci sono motivazione, passione e determinazione, può diventare il più bel mestiere del mondo. Certo per ottenere risultati servono sacrifici, impegno e attenzione ai dettagli, e soprattutto una volontà di ferro. 

Il mio consiglio è di cominciare con un monomarca, questa è stata la mia esperienza e mi ha spronato molto, insegnandomi a fare bagarre e a lottare nel gruppo, che è la vera differenza tra un’esperienza di gara e una di track day da amatori. 

 

Per chiudere, voglio lasciare i membri del #bearacer club con la frase che direi a un amico che sta per entrare in pista per la prima volta:
“Sgombra la mente, ma senza dimenticare ciò che devi fare… e soprattutto divertiti!” 

Avete presente quel sorriso con cui torniamo a casa dopo una giornata in pista? È per quello che facciamo tutto questo!»  

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